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Messaggio Da dolcemagic il Gio Set 23, 2010 7:35 pm

Malaria.

COSE DA SAPERE E INFORMAZIONI CORRETTE.

Per molti di coloro che si apprestano a leggere, le informazioni che daremo sulla malaria saranno cose risapute, ma sono tanti i lettori che si approcciano al nostro portale senza una conoscenza approfondita di uno dei problemi del Kenya che vanno trattati con la dovuta cautela ma che spesso diventano materia per leggende, dicerie e inesattezze, alimentate dalla superficialità di tanti medici generici italiani e dalla malafede di alcuni luminari al soldo di alcune case farmaceutiche (due in particolare).

Quindi tanto vale cominciare dall'inizio: La malaria si prende dalla puntura (e non dal "morso" come ancora trovate scritto su alcuni siti e blog che regolarmente vengono spulciati e copiaincollati da altrettanti pseudo-giornalisti ignoranti) della zanzara anofele, che inietta il protozoo parassita "plasmodium falciparum".
Non si tratta di un virus! Non si attacca da persona a persona o attraverso sangue o saliva! Oppure, come suggerisce l'estensore idiota di un sito di viaggi "perchè non si lavano bene la frutta o le mani". La zanzara anofele, e solo la femmina, deve pungere proprio te.

La malaria sta in incubazione solitamente una decina di giorni, in rari casi una settimana, più spesso fino a quindici giorni. Ci sono turisti, appena arrivati nei villaggi turistici, che sono convinti di aver preso la malaria dopo qualche ora. Non è possibile.

MA LA BALLA PIU' GROSSA RIGUARDO ALLA MALARIA è costituita dalla PROFILASSI.

I medici italiani, i siti governativi, addirittura i tour operator più importanti, consigliano per la malaria di fare una cura preventiva, che potrebbe venire buona nel caso uno dovesse contrarre l'infezione. Date le probabilità che ci sono, specie durante una vacanza breve sulla costa keniota, di prendere la malaria, sarebbe come fare una cura preventiva per non prendere il glaucoma e una per non contrarre il colera.
Oltretutto la profilassi è dannosa, per il fegato e per i tanti effetti collaterali causati ad esempio dall'utilizzo contemporaneo di altre medicine. Quando si parla di "copertura del 75% dalla malaria" non si tratta d'immunizzazione, ma di semplici supposizioni mai confutate realmente.
Da qualche anno a questa parte, come se non bastasse, esistono medicine SICURE AL CENTO PER CENTO che agiscono come normali antibiotici una volta che la malaria dovesse sopraggiungere. Ovviamente in Italia non sono venduti e in Kenya costano un quinto delle medicine profilattiche, come il Malarone della Glaxo.
I farmacisti locali vendono insieme anche il "kit" per farsi da soli il vetrino e una combinazione di due farmaci, per debellarla completamente, nel remoto caso che la prendiate.
La sostanza base è l'artemisina, che è in grado non solo di curare efficacemente la malaria, ma anche di sterilizzare le zanzare anofele, che così non si possono riprodurre. In questo modo, in pochi anni, la malaria in Kenya è calata del 46% e dati non ancora ufficiali del 2010 parlano addirittura del 60%.
I farmaci più importanti a base di artemisina sono prodotti in Cina, e le multinazionali che speculano sulla nostra salute sembrano non apprezzare...
I più importanti medici che operano in Africa da anni si esprimono positivamente sulle combinazioni di farmaci a base di artemisina e chinino e dichiarano che la profilassi è da evitare assolutamente. Quindi non fate la profilassi per venire in Kenya, ma prima di tornare a casa acquistate un kit combinato, che ha solitamente scadenze lunghe.

QUANDO LO CAPIRANNO ANCHE IN ITALIA?

Alleghiamo articoli e interviste tratte dall'archivio di malindikenya.net e una anche dall'archivio del Corriere della Sera.

Perchè la profilassi antimalarica diventa inutile.
La cura preventiva per la malaria, per i turisti che frequentano il Kenya, è ormai superata. Le importanti conquiste scientifiche che il Kenya per primo ha sperimentato, più di dieci anni fa, stanno dando i loro frutti con numeri che premiano la costanza della sanità nazionale e la spinta decisiva dei ricercatori e di luminari come l'italiano Mauro Saio, da più di vent'anni impegnato su questo fronte. "Ormai non soltanto è più dannosa, ma anche meno sicura delle nuove medicine che si prendono solo nel caso la malaria sopraggiunga - spiega Saio - il combination treatment, in dotazione presso tutte le farmacie keniote, è sicuro e per chi non vive vicino a una struttura sanitaria che possa verificare l'esistenza della malaria, è possibile anche dotarsi di un test per controllarla da sè. Come per il test di gravidanza, c'è un metodo efficace che sostituisce il vetrino". Il dottor Saio quindi si sente di consigliare a chiunque si voglia recare in Kenya, di evitare la profilassi antimalarica che, oltre a garantire una copertura parziale dal virus, non fa bene al fegato ed è meno economico delle medicine che si vendonmo in Kenya. Si fa fatica, per abitudine, a pensare che uno stato africano sia dotato di medicinali migliori di quelli che si possono trovare in Italia, ma in realtà essendo quella contro la malaria una delle principali battaglie condotte negli ultimi dieci anni dai medici di Nairobi, il Kenya oggi si può dire all'avanguardia nel mondo, grazie alla combinazione di farmaci tradizionali e altri (quelli contenenti artemisina) che hanno la doppia azione di debellare la malattia e bloccare la diffusione del virus, sterilizzando le zanzare anofele ed impedendo così la loro riproduzione. Quindi niente profilassi e, una volta giunti in Kenya, recarsi in una farmacia ed acquistare il kit per la malaria. Con una spesa di dieci euro e con una durata media di cinque anni, prima della scadenza. Ottimo da tenere in Italia per chi vuole tornare o da passare ad altre persone che intendono recarvisi in futuro.
MALINDIKENYA.NET


Malaria in calo del 60% in Kenya, a Malindi è quasi sparita.
I dati del Governo parlano di un calo del 42%, ma sulla costa del Kenya si arriva anche al 60%. La malaria sta scomparendo velocemente dal Paese e i numeri, mese per mese, lo confermano. La notizia è di quelle splendide soprattutto per la popolazione locale che fino a qualche anno fa nè è stata vittima, anche per via della scarsa informazione, delle cure a cui non tutti potevano accedere ed altre motivazione dovute a noncuranza e poca attenzione da parte dello Stato. Ma è un'ottima notizia anche per i turisti che da sempre nutrono qualche timore nei confronti della febbre tropicale e si attrezzano di conseguenza, spesso esagerando con cure preventive o precauzioni.
Importanti, a tal proposito, sono le statistiche elaborate dall'Ufficio Sanitario di Malindi. Nei test effettuati su soggetti a rischio, ad esempio, si è passati da una media del 7% di affetti da malaria cronica, del gennaio 2007, al 3% dello stesso mese del 2008 e si calcola che in questi mesi la percentuale si sia ulteriormente ridotta. "Molti elementi concorrono a questi risultati - spiega Dickson Mugaza, responsabile sanitario di Malindi - innanzitutto la lenta scomparsa della zanzara anofele, per diversi motivi, poi l'accessibilità delle cure a tutti, con molti medicinali in distribuzione gratuita e anche la dotazione di zanzariere anche alla classe meno abbiente". Ma i numeri sono confortanti non soltanto per quanto riguarda la cura della malaria nei confronti dei kenioti, ma anche per i residenti italiani e i turisti. La possibilità di prendere la febbre tropicale è diminuita vertiginosamente, Nel 2007 i casi segnalati su 90.000 turisti italiani arrivati sulla costa keniota sono stati 14, ovvero lo 0,0003%. Roba da Superenalotto.
In pochi anni il Kenya è diventato uno dei Paesi più sicuri dell'Africa in tal senso. Il merito è in parte italiano. Mauro Saio, primario del reparto di malattie infettive del Nairobi Hospital, ha fatto parte del team che nel 1996 ha rivoluzionato le cure per la malaria in Kenya, portando il Paese ad essere il primo tra quelli in cui il problema esiste, ad introdurre l'artemisina nei medicinali antimalaria. "Abbiamo sperimentato questo metodo per primi nel mondo - spiega Saio - grazie alla collaborazione con i ricercatori cinesi, che per primi hanno messo in atto questa nuova cura. L'artemisina agisce direttamente sui gametociti della malaria, rendendo di fatto sterili le zanzare anofele che pungono l'uomo, in modo da impedire loro di riprodursi. Questo è il motivo principale della quasi estinzione della specie". Parallelamente sono state messe in commercio altre medicine "del giorno dopo" veramente efficaci, come il Coartem. "In Kenya ormai da qualche anno si trova il cosiddetto Combination Treatment - illustra il medico italiano - che cura la malaria e allo stesso tempo ne previene il ritorno. In più il Governo si è attivato per ridurre i costi dei medicinali, in modo da poter garantirne l'accesso anche alle classi più povere. E' stata anche bloccata la vendita in composizione singola, perchè è proprio la combinazione di cure e la sua completezza a creare i presupposti per debellare la malaria. Ora il Kenya è all'avanguardia in Africa, da questo punto di vista". Se è vero che oggi nessuna vaccinazione viene richiesta a chi entra in territorio keniano, è altrettanto vero che risulta antiquato parlare di profilassi antimalarica, di fronte a una così scarsa probabilità di prenderla.
MALINDIKENYA.NET


PROFILASSI ANTIMALARICA, PIU' DANNOSA CHE INUTILE
IN ITALIA TRA MALAFEDE E IGNORANZA CONTINUANO A CONSIGLIARLA
Come spesso accade, ci vogliono avvenimenti tragici e luttuosi per rilanciare campagne contro chi ignora reali pericoli. In questo caso però sembra tutto più assurdo: malindikenya.net con tanti medici locali e residenti, da sempre si batte per convincere turisti, viaggiatori, agenzie, tour operator, Farnesina e Ministero della Sanità che la profilassi antimalarica è inutile e dannosa per l'uomo. Niente. I dottori italiani continuano a lavarsene le mani e consigliano il "malarone" quando non addirittura il Lariam, farmaco ormai desueto in tutto il mondo tranne che in Italia, i cui danni al fegato e le noie all'apparato respiratorio sono noti. Qualche giorno fa a Watamu una turista italiana, una ragazzina di sedici anni è morta per arresto cardiaco e i suoi problemi in vacanza erano iniziati dopo l'assunzione di questo medicinale. Questa mattina l'autopsia sulla giovanissima ragazza cercherà di fare luce sulle cause, ma noi non possiamo seguitare a tacere. La profilassi antimalarica non solo serve a poco, ed è stata palesemente sorpassata da medicinali che agisco solo in caso sopraggiunga la malaria, ma fa male. Ora anche gli stessi kenioti, che non hanno certo (in media) la nostra cultura e il nostro welfare (ma se andiamo avanti così...), possono accedere ai farmaci a base di artemisina, che in Italia non sanno neanche cosa sia. Cosa vogliamo pretendere da un Paese in cui stiamo diventando i peggiori in molti campi: su internet si trovano parecchi siti di operatori turistici che consigliano, come prevenzione contro la malaria, di "lavare bene la frutta e le mani" o di evitare "il contatto con gli indigeni". Altri articoli dicono che la malaria è provocata dal "morso" della zanzara, perchè è risaputo che la anofele ha i denti...i medici spesso consigliano per i viaggi in Kenya di fare la vaccinazione per la febbre gialla (ultimo caso nel 1981, in un luogo in cui non vedono un bianco dai tempi della rivoluzione dei Mau Mau). A voi che leggete il nostro portale chiediamo: fidatevi e spargete il più possibile la notizia, la profilassi è una merda e non ce n'è bisogno. Per evitare di dover pensare che una giovane vita è stata spezzata anche per causa di questo.

Fonte: MalindiKenya.it

N.B. Federica spero di non aver sbagliato a postare un articolo tratto da un "sito amico"

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Messaggio Da fio il Ven Set 24, 2010 12:14 pm

Secondo dati dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l'incidenza globale di malaria è pari a circa 110 milioni di casi all'anno, con 280 milioni di persone portatrici del parassita (anche se si tratta sempre di stime approssimative, poiché non è facile in alcuni Paesi ottenere informazioni precise). La diffusione della malattia è nettamente irregolare: oltre l'80% dei casi clinici si trovano in Africa, dove risiedono anche il 90% circa di tutti i portatori mondiali del parassita. Seguono, poi: India, Brasile, Thailandia, Sri Lanka, Afghanistan, Vietnam, Cina e Birmania.

Mai abbassare la guardia!
Nessuna profilassi può garantire una protezione assoluta: è bene che questo concetto, per quanto allarmante, sia ben chiaro a tutti. Per questo la malaria deve sempre essere sospettata in caso di febbre (con o senza altri sintomi, come: cefalea, mioartralgie, stanchezza, vomito, diarrea, tosse) protratta per più di 8 giorni, fino a vari mesi dall'esposizione iniziale. Spesso, infatti, i sintomi della malaria possono venire confusi con quelli di una banale influenza. Un ruolo fondamentale, quindi, è rivestito sia da una diagnosi tempestiva, nonché da una corretta terapia. Se siete all'estero e avete dei dubbi, non aspettate a cercare un medico e insistete perché vi venga prelevato un campione di sangue da esaminare al microscopio per la ricerca dei parassiti della malaria. In caso di esito negativo al primo campione di sangue e la persistenza dei sintomi, sottoponetevi ad altri prelievi di sangue da esaminare a intervalli appropriati.
Fonte: OMS

Ora da quanto è scritto qua sopra e da quanto è stato riportato in copia incolla nel post precedente alcune considerazioni sono d'obbligo, senza con questo il voler essere
quello che ne sa una pagina più del libro.
Stando a quanto sopra dati forniti dall'OMS, la malaria esiste ancora e l'Africa oltretutto è considarato il paese con il più alto tasso di infetti.

MA LA BALLA PIU' GROSSA RIGUARDO ALLA MALARIA è costituita dalla PROFILASSI

Certamente è risaputo che la profilassi copre circa il 75%, ora quando si afferma che la profilassi è più dannosa della malaria secondo me questa è una grande castroneria, certamente effetti collaterali esistono ma non fino al punto di giustificare questa affermazione, con le opportune precauzioni si può benissimo sopperire agli effetti collaterali, quello che invece non si può fare quando si vieni colpiti dalla malaria.
QUANDO LO CAPIRANNO ANCHE IN ITALIA?
In Italia ci sono centri antimalarici all'avanguardia ora senza nulla togliere ai medici kenyoti e hai loro ospedali, mi sembra che certe affermazioni facciano parte di un discorso di concorrenza in un campo difficile a tutt'oggi aperto a qualsivoglia affermazione a secondo come tira il vento.

Malaria in calo del 60% in Kenya, a Malindi è quasi sparita.
Che ci sia stato un calo sulla Costa del Kenya nessuno lo mette in dubbio, ma senza tirare in ballo la popolazione locale, ma verificando esclusivamente la situazione dei
residenti mzungo tra di loro ve ne sono parecchi che hanno preso la malaria e sono costretti alle cure annuali appriopriate e anche spesso a ricoveri ospedalieri.

PROFILASSI ANTIMALARICA, PIU' DANNOSA CHE INUTILE
IN ITALIA TRA MALAFEDE E IGNORANZA CONTINUANO A CONSIGLIARLA
In quanto a questo ultimo pezzo postato sopra, preferisco non commentarlo,
il tono con cui il "giornalista" italiano lo ha scritto mi hanno lasciato a suo tempo quando lo avevo letto abbastanza esterefatto, sopratutto perchè è stato redatto con una serie di spropositati commenti negativi nei riguardi del nostro paese.
La ragazzina deceduta citata nel pezzo era da tempo affetta da problemi cardiaci e l'affermazione che sia deceduta a causa della profilassi antimalarica mi aveva lasciato ampi dubbi.
Ora certamente il discorso profilassi si o no, la malaria sulla Costa è in calo, gli effetti collaterali sono peggio della malaria, sono tutti discorsi molto complessi, le mie considerazioni sono strettamente personali e quindi da valutare per quello che sono.
Ho però nelle mie frequantazioni africane alcune esperienze in merito, tutte e due vissute a Malndi e non per sentito dire, un mio carissimo amico, che lavora a Malindi tempo fa è stato colpito improvvisamente da malaria celebrale, quella ben descritta in altra parte del forum dall'utente Dora, questo mio amico ha avuto la gran fortuna dell'entrata in camera sua di una persona di servizio, era steso a terra incoscente da li l'allarme e il ricovero immediato ed è stato salvato in estremis.Un'altra mia carissima amica dipendente di un TO da un paio d'anni sempre a Malindi,non aveva mai fatto la profilassi, colpita dal virus della malaria al terzo stadio è deceduta e i suoi genitori ancora oggi si chiedono, forse se avrebbe fatto la profilassi sarebbe stata ancora con noi.
Con tutto ciò ribadisco che sull'argomento esiste giustamente il pro e il contro, ognuno deve essere consapevole di quello che vuole fare e non devono essere certamente le notizie e o i commenti di un forum a influenzare le proprie decisioni.
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Messaggio Da Many il Ven Set 24, 2010 4:43 pm

Fio sono pienamente d'accordo con te. La malaria è una malattia veramente pericolosa, ma credo che, informandoci il più possibile, siamo adulti e possiamo scegliere responsabilmente cosa è meglio fare per sè.
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