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MARCO VANCINI del Koral Key CONTRO "IL FATTO QUOTIDIANO"

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MARCO VANCINI del Koral Key CONTRO "IL FATTO QUOTIDIANO"  Empty MARCO VANCINI del Koral Key CONTRO "IL FATTO QUOTIDIANO"

Messaggio Da fio il Mar Nov 27, 2012 11:26 am

NEWS | MARCO VANCINI del Koral Key CONTRO "IL FATTO QUOTIDIANO"
"ACCUSE DIFFAMATORIE SENZA POSSIBILITA' DI REPLICA"

MARCO VANCINI del Koral Key CONTRO "IL FATTO QUOTIDIANO"  Coralkey%20entrance[justify] I quotidiani italiani non perdono la brutta abitudine di non offrire né contraddittorio né di pubblicare smentite ad articoli falsi, tendenziosi o diffamatori. Nemmeno il Fatto Quotidiano fondato da Marco Travaglio si sottrae a questa triste pratica. Così per cercare di denigrare (com'è linea della testata) il "bersaglio! di sempre, Silvio Berlusconi, si scaglia inopinatamente contro il proprietario del Coral Key Marco Vancini, indicandolo come "deturpatore" della costa keniota inviso agli ambientalisti e, a dire dell'estensore dell'articolo, prossimo Console Onorario per grazia ricevuta e per interessi speculativi.
Il servizio, a firma di Arthur Biasco, si rifà alle sole dichiarazioni di Geoffrey Karume, noto anti-italiano non nuovo a dichiarazioni particolarmente audaci (per usare un eufemismo) in passato, e inventa altri particolari di sana pianta. All'articolo del Fatto (che potete leggere qui) ha fatto seguito ovviamente una lettera dello stesso Vancini al direttore Antonio Padellaro, con richieste di precisazioni, prove e smentite, che la testata si è ben guardata dal pubblicare.

L'ARTICOLO DE "IL FATTO QUOTIDIANO"
BERLUSCONI VUOL COMANDARE ANCHE A MALINDI

Assieme a Flavio Briatore sponsorizza la nomina a Console Onorario di un amico "palazzinaro" inviso agli ambientalisti. Marco Vancini è accusato dai kenioti di aver bloccato l'accesso alle coste con le sue ville.

di Arthur Biasco

Il Cavaliere si arrampica anche a Malindi e cerca di piazzare un uomo a lui gradito a console onorario della cittadina. Non si sa mai che anche lui abbia bisogno di una Hammamet dove ritirarsi. Cosa meglio del Kenya dove, non esistendo alcun trattato di estradizione, hanno già trovato rifugio protagonisti e comparse della prima Mani Pulite e ricercati per delitti comuni? Gli ecologisti kenioti che intendono difendere le coste dalla cementificazione selvaggia sono scatenati e hanno aperto una guerra senza quartiere a Malindi contro il governo italiano che intende nominare console onorario Marco Vancini, un imprenditore turistico stabilitosi da anni sulla costa keniota. Sponsor dell'aspirante all'incarico, Flavio Briatore, attraverso il suo factotum a Malindi, Pierino Liana. L'accusa nei confronti di Vancini è che con i suoi alberghi e ristoranti costruiti sulle spiagge ha bloccato l'accesso al mare alla popolazione locale, allontanando le tartarughe che dentro quella sabbia deponevano le uova. "Sono anni che indichiamo Vancini come il distruttore della costa. Ora che è sponsorizzato da Briatore, ci aspettiamo che Malindi diventi un grande parco dei divertimenti per ricchi", spiega il presidente del gruppo ecologista Malindi Green Town Movement, Godfrey Karume. Già sei o sette anni fa Karume, incontrato in uno dei pochi alberghi non frequentati dai turisti italiani a Malindi, mostrava, carte, fotografie e filmati alla mano, come le ville e villette di Vancini avevano violato irreparabilmente l'ambiente. Oggi il leader ecologista è impegnato contro la nomina del "palazzinaro malindino" a console onorario. Briatore a Malindi sta realizzando una monumentale costruzione "per portare la civiltà" nel cuore di una costa selvaggia e primitiva, dove c'era poco cemento e tanta natura: il Billionaire africano. Berlusconi in novembre ha preso il suo jet privato ed è venuto qui un paio volte. Lo stesso Briatore ha lasciato intendere durante diversi incontri con imprenditori locali che l'ex premier - vero o no che sia - è il suo nuovo socio nell'impresa. Pensava di riscuotere grandi applausi e ovazioni a scena aperta per il coinvolgimento del Cavaliere. La reazione è stata opposta. Berlusconi non gode di buona fama tra gli italiani di Malindi e neppure tra gli scarsissimi kenioti incorruttibili. Per altro i manager del Billionaire smentiscono: "Berlusconi qui non ha comprato nemmeno un appartamento". "Certo - rispondono i maligni - È comproprietario di tutto". Affari e politica corrono di pari passo. Roberto Macrì, il vecchio console onorario d'Italia a Malindi, deve andare in pensione per raggiunti limiti d'età? Ecco la buona occasione per piazzare un uomo fidato in quella posizione. Attenzione. I consoli onorari non hanno un gran potere, ma godono di un privilegio importante, le immunità consolari molto simili a quelle diplomatiche, pur se meno estese. La polizia locale non può entrare nelle loro case, non può sequestrare documenti, né procedere a perquisizioni. È difficile che i consoli onorari finiscano in galera, a meno che non abbiano ucciso la moglie o assaltato una banca. Quando l'ambasciatore d'Italia in Kenya, Paola Imperiale, comincia le consultazioni alla ricerca di un nuovo rappresentante a Malindi le viene fatto - tra tanti altri - il nome di Marco Vancini. Lei chiede informazioni al Comites (il Comitato degli Italiani all'Estero) che sconsiglia una scelta del genere e fornisce una serie di altri nomi. Le viene detto che il nostro Paese non può farsi rappresentare da un personaggio chiacchierato. Le viene raccontato della cementificazione delle spiagge e dello snaturamento delle coste, e delle cause che hanno intentato gli ecologisti di Malindi. Vancini smentisce sul punto: "Non ho nessun processo". Forse spera in qual momento di comprarsi il Malindi Green Town e il suo presidente Karume. Ma Godfrey è uno tosto, non è tipo da cedere alle lusinghe (francamente ce ne sono pochi di questo genere in Kenya) e continua ad andare avanti: attacca anche il Billionaire e la pretesa di costruire un centro turistico di altissimo livello su una spiaggia che appartiene alla riserva del parco marino. Briatore sostiene di averla regolarmente affittata per 25 anni, ad una cifra ridicola, giustificata dal fatto che farà qualche piccola costruzione e apporterà migliorie agli edifici esistenti... Il Kenya, c'è scritto nei rapporti annuali di Transparency International, l'organizzazione che monitora il grado di corruzione del pianeta, è un Paese dove si può comprare tutto: basta pagare. Del resto sono in pochi i connazionali disposti a sponsorizzare la candidatura di Vancini. Uno di questi è Pierino Liana, l'uomo che cura gli interessi di Briatore. Il suo capo, tra l'altro si fa vedere in giro spesso con l'amico Gideon Munaro, il deputato espresso dalla circoscrizione di Malindi. Munaro lavorava per Briatore al Lion of the Sun, la splendida villa dove è stato ospitato Berlusconi. La copertura politica è essenziale in questi Paesi e ce la si può garantire senza problemi con un po' di denaro consegnato nelle mani giuste. In marzo in Kenya ci saranno le elezioni generali e per le loro campagne elettorali i deputati hanno bisogno di tanti soldi, in cambio dei quali garantiscono una forte protezione ai loro finanziatori. Nel tentativo di rifarsi una reputazione distrutta dal cemento, Vancini ha partecipato alla campagna contro il turismo sessuale che coinvolge i minori: "Nei miei alberghi con una bambina non si entra", si vanta tronfio. La sua nomina non piace neppure ai britannici. Aidan Hartley, il giornalista e scrittore autore del best seller The Zanzibar Chest, (in Italia Il forziere di Zanzibar) afferma: "È uno di quelli che in nome del dio denaro hanno distrutto la costa e stravolto il suo equilibrio ecologico". Aidan, britannico nato in Kenya, abita a Malindi e da anni si occupa della tutela ecologica dell'ex colonia. "Amo l'Italia e gli italiani ma molti di quelli di loro che si definiscono uomini d'affari sono veramente italiani? Voi siete amanti della musica, della poesia, dell'arte, della natura... Questi pensano solo ai soldi: costi quel che costi".

LA REPLICA DI VANCINI, NON PUBBLICATA DA "IL FATTO"
Nè tantomeno ritenuta degna di risposta in privato dal direttore Padellaro

Egregio Direttore,
Le chiedo di rettificare alcune affermazioni contenute nell’articolo a firma Arthur Biasco comparso sul Suo giornale in giorno 16 novembre ultimo scorso, non invocando le norme che disciplinano la liberta’ di stampa, che ritengo un bene prezioso, ma in omaggio alla verita’ che e’ un bene ancor piu’ prezioso che e’ il dichiarato intento del suo giornale .
Brevemente: il vostro giornalista ha voluto prendere per vere le affermazioni di persone secondo le quali io “con i miei alberghi e ristoranti costruiti sulla spiaggia avrei bloccato l’accesso al mare alla popolazione locale, allontanando le tartarughe che dentro quella sabbia deponevano le uova (sic!) , violando irreparabilmente l’ambiente”
Ma ha controllato, il giornalista, la fondatezza di queste affermazioni ?
Non credo proprio, perche’ avrebbe constatato che tutte le spiaggie di Malindi sono non soltanto totalmente libere ma monopolizzate nei giorni di festa dalla popolazione locale .
Perche’ il giornalista non ha fatto, come invece fanno tutti i turisti, la bellissima escursione in barca che porta in una zona del mare che rivaleggia con le acque della Sardegna ?
Dal mare, avrebbe potuto constatare che l’unica costruzione riconducibile al sottoscritto “palazzinaro” e piu’ correttamente ad una societa’ della quale il sottoscritto e’ socio, e’ il Coral Key, villaggio costruito 20 anni orsono, che ha un fronte marino, che non invade la spiaggia peraltro lunga molti chilometri, di circa 170 mt.
Il giornalista si e’ poi cimentato in proprio, affermando che Berlusconi non gode di buona fama a Malindi, senza evidentamente rendersi conto del ceto sociale al quale appartengono i proprietari di ville ed appartamenti.
Cosa intende dire poi, il Sig. Biasco, affermando che io spero di comprarmi il Malindi Green Town e il suo Presidente Karume e che e’ difficile che i Consoli Onorari finiscano in galera, non potendo la polizia locale entrare nelle loro case , ne’ sequestrare documenti ne’ procedere a perquisizioni ? Lo chiarisca meglio l’esimio gionalista, perche’ i lettori, dall’accostamento di queste affermazioni, sono indotti a dedurre che io sono un disinvolto corruttore, appoggiato da personaggi che hanno avuto a che fare con la giustizia, interessati alla mianomina di Console Onorario per poter poi coprire operazioni illecite.
Questo mi sembra che possa costituire una gravissima diffamazione nei confronti di una persona che ha fatto della correttezza il fondamento del suo successo imprenditoriale .
Lei cosa ne pensa, Signor Direttore ?
Concludo perche’ ho promesso di essere breve, allegandoLe la documentazione che prova quanto ho fatto per la popolazione di Malindi , che non voglio che lei pubblichi, ma che mi auguro che serva a metterla in guardia da giornalisti che non fanno onore alla linea del suo giornale.

PROFILO DI MARCO VANCINI

MARCO VANCINI, nato a Milano il 8 aprile 1955 e residente a Malindi – iscritto all’ AIRE, imprenditore italiano tra i piu’ impegnati e attivi a Malindi, e’ in East Africa da oltre vent’anni.
Prima direttore del Coconut Village poi imprenditore edile. Coadiuvato dall’ Architetto Nerina Seligardi ha progettato e costruito numerose tra le piu’ belle ville di Malindi e Alberghi prestigiosi . Nel 1995 ha intrapreso la costruzione del Coral Key che e’ diventato dopo dieci anni l’ albergo di riferimento di Malindi sia per i residenti che per i Tour Operator internazionali.
Nel 2000 insieme ai soci, apre il St. Peter Hospital, un pronto soccorso di ottimo livello.
Pur essendo un campo a lui estraneo sta cercando di avvalersi di professionisti capaci ed entusiasti quali medici che per spirito umanitario aiutano a migliorare una struttura che puo’ aiutare la popolazione di Malindi.
Nel 2005 ha costruito e ha donato al Comune di Malindi un modernissimo edificio scolastico per gli studenti della “ Secondary School “ che puo’ ospitare 700 bambini della zona di Muyeye.
Ultima, in ordine di tempo, l’impegnativa “operazione Lawford’s”, a 73 anni dalla sua nascita, con il recupero e la ristrutturazione totale del piu’ antico e nobile albergo della “kenyan coast”, nel rispetto e in sintonia con lo splendore della sua storia gloriosa.
“Operazione recupero” perfettamente riuscita, dunque, a giudicare dalla soddisfazione espressa dall’Amministrazione Municipale di Malindi, entusiasta per il ritorno a nuova vita del Lawford’s. e dalle reazioni e dai commenti dei primi ospiti dell’albergo, che ha riaperto i battenti nel 2006.
Riqualificazione di due splendi hotel quali Blu Club e Kivulini internazionalmente conosciuti.
Un risvolto a livello socio/economico molto importante da considerare e’ che da oltre dieci anni con tutte le attivita’ del gruppo sia nell’alberghiero che nell’ immobiliare, Marco Vancini rappresenta per circa 900 persone e le loro famiglie un’importante opportunita’ di un lavoro continuativo per il quale e’ stato insignito nel 2009 del titolo di Cavaliere della Stella del Presidente per aver dato lustro al nome dell’Italia all’ estero.
Fonte:malindikenya.net
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