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In Kenya tra crisi e lotte fra etnie i turisti diventano la preda più facile

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In Kenya tra crisi e lotte fra etnie i turisti diventano la preda più facile

Messaggio Da fio il Gio Feb 21, 2013 1:55 pm


In Kenya tra crisi e lotte fra etnie i turisti diventano la preda più facile

Cresce la paura dopo l’assalto alle ville degli italiani. Gli espatriati: zona da incubo senza strade e luce

Sulla strada che da Malindi scende verso Mayungu il sogno di una villetta con piscina vien e venduto a 100 mila euro e tira ancora, anche in tempi difficili. Sono appena stati lanciati tre nuovi progetti residenziali a pochi passi dal mare e la gelata che ha mandato in crisi i villaggi turistici non ha toccato questo tipo di business, a metà fra il viaggio e il rifarsi una vita a basso costo. In Kenya.

Tanti italiani ci credono ma l’ondata di violenze che da dicembre attraversa la costa comincia a increspare le certezze. Ci sono meno soldi che girano attorno alle presenze straniere, per la recessione che ha colpito l’Europa e rallentato gli arrivi, con un meno 22% a Mombasa. E anche se l’anno scorso il Pil del Kenya è cresciuto del 5,2% il futuro è pieno di incognite: il 4 marzo si vota, ed è vivo il ricordo degli scontri interetnici che seguirono le elezioni del dicembre 2007, con centinaia di morti.

Le prime avvisaglie ci sono state a gennaio: 38 vittime negli scontri fra le etnie Pokomo e Orma nel Delta del Tana, una regione naturalistica a cento chilometri a nord di Malindi. Disputa fra agricoltori e pastori sui diritti di pascolo in un Paese dove la terra è ancora la maggior fonte di sostentamento. Molti feriti sono stati portati proprio all’ospedale di Malindi. Da allora il clima è cambiato. Poi sono arrivati gli assalti ai resort degli italiani.

«Attenzione però a non confondere Malindi con altre zone più remote e quindi meno sicure - avverte Freddie Delcuratolo, direttore del giornale italiano locale, online, “Malindikenya.net” -. Le due aggressioni sono avvenute sul tratto di costa verso Watamu Bay, collegata male e non illuminata. A Mayungu non c’è una stazione di polizia e per arrivare da Malindi ci vuole un’ora. La comunità di imprenditori ha già chiesto, con un comunicato, di migliorare la sicurezza. Ma non gettiamo nel panico chi vuole venire a Malindi per turismo e per affari. Il centro città è sicuro».

Delcuratolo sottolinea anche come la banda sia già stata identificata: sei uomini, armati di pistola e specie di roncole usate come coltellacci, «gente del posto», ladri e non assassini, «sparano soltanto per intimidire, non vogliono uccidere». Niente a che vedere con gli squadroni della morte degli scontri interetnici, né tantomeno con le infiltrazioni islamiste al nord, verso il confine con la Somalia. Ma i banditi, comunque, sparano, e fra i 2500 italiani che vivono stabilmente in Kenya, quasi tutti sulla costa, la paura cresce.

Anche perché lo sviluppo è all’africana. Le zone delle nuove costruzioni sono ancora senza elettricità, la strada da Malindi «tutta sassi e coralli» è un incubo, racconta Maria Luisa Travaglia direttore della Ong Children Center Mayungu che si prende cura di 65 bambini orfani: «Se qualcuno deve andare all’ospedale, sono guai». E come dimostrano le richieste di aiuto che aumentano e le donazioni che calano, «la crisi c’è, anche nelle zone turistiche. E per la gente del posto vuol dire fame».

Fame, sovrappopolazione che rende la terra coltivabile sempre più scarsa, i grandi investimenti in parchi tecnologici voluti dal presidente Mwai Kibaki, in carica dal 2002, che stentano a dare frutti, disparità profonde fra le varie regioni. Le micce accese sono tante. Kibaki, con due mandati alle spalle, non si potrà ripresentare alle elezioni del 4 marzo. Il suo delfino (e prima avversario) Uhuru Kenyatta sfiderà il nemico di sempre Raila Odinga. La lotta sarà durissima e il paradiso degli italiani a Malindi rischia di pagarne le conseguenze.
Fonte: LA STAMPA-Giordano Stabile

fio
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Re: In Kenya tra crisi e lotte fra etnie i turisti diventano la preda più facile

Messaggio Da dolcemagic il Gio Feb 21, 2013 5:05 pm

Purtroppo ai turisti fa paura, e non li biasimo!!!
Cinzia

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